“L’autore è il primo motore della storia” Intervista all’Editore

Oggi a Scrivere la vita c’è un ospite atteso: Riccardo Burgazzi, responsabile di Prospero Editore, la Casa Editrice che ha scelto di pubblicare Come una piuma, il mio romanzo prossimo all’esordio.  

Riccardo Burgazzi è un editore motivato e attento, collaborare con lui si è rivelata un’esperienza arricchente. L’intervista che segue ci permetterà, spero, di far luce su alcuni aspetti del mercato editoriale a cui sono particolarmente interessata. Seguiteci!

D- Ciao Riccardo, benvenuto! Sei reduce dalle fatiche di un Tempo bellissimo, tanto per citare lo slogan di quest’anno di Tempo di libri. Quali sono le tue impressioni?

Ciao! Confesso che non sapevo  fosse quello lo slogan, non mi ero informato in merito! A caldo direi che, essendomi occupato direttamente anche di allestimento e smontaggio delle tre aree di Interscienze/DirectBOOK (il nostro distributore, il quale mi risulta essere l’unico in Italia a offrire ai propri editori, per la maggior parte piccole case editrici, la possibilità di accedere in modo agevolato e unitario a una fiera del genere), sono provato. Ma contento.

D- C’era molta attesa, ma anche una certa preoccupazione vista la scarsa affluenza di pubblico dello scorso anno. Pensi che l’evento abbia avuto il meritato riscatto?

Questa seconda edizione è stata certamente migliore della prima. La vera svolta si avrà, probabilmente, quando e se l’organizzazione riuscirà a coinvolgere anche le case editrici che ancora boicottano l’evento per gli screzi dovuti alla competizione col Salone di Torino. Screzi che non conosco, non ho seguito, non mi interessano. Tanto che noi parteciperemo anche al Salone.

D- Prospero Editore, naturalmente, era presente con i suoi autori e le sue pubblicazioni. Un bilancio finale?

Noi siamo soddisfatti. Le relazioni con gli altri addetti ai lavori, l’incontro con il pubblico e le vendite (che sono i tre motivi per i quali si va a una fiera) sono state rispettivamente produttive, stimolanti e buone.

D- Il direttore di Tempo di libri, Kerbaker, ha sottolineato la grande presenza dei bambini e degli adolescenti di quest’anno, di sicuro un bel segnale.  Siamo di fronte a un’inversione di tendenza rispetto a quando, non troppo tempo fa, si registrava una disaffezione dei giovani alla lettura?

Non saprei. Diciamo che mi pare avventato tirare per la manica statistiche di poco conto per giungere a conclusioni così ampie. Senz’altro siamo immersi in un mondo che quotidianamente obbliga a fare i conti con la parola scritta e ciò ha risvolti nella formazione della nuova generazione e nelle sue tendenze di lettura, a partire dalla scelta dei generi, come ad esempio, il ruolo crescente delle graphic novel.

D- Eventi come Tempo di libri o come il Salone di Torino, ormai alle porte, servono davvero al mondo dell’editoria?

Eventi come Tempo di libri sono all’insegna dello sfarzo e dell’apparenza, quindi non credo siano di grande aiuto per chi si trova a far tornare i conti. È senz’altro bello averne un paio all’anno, ma per il resto, aiutano certamente di più le attività sul territorio: biblioteche, librerie, piccole fiere locali.

D-  Entriamo nel mondo  di Prospero Editore, Casa Editrice nata nel 2012. Presentala ai miei lettori

L’idea di creare una casa editrice risale al maggio 2012 e può essere considerata la soluzione data da un gruppo di giovani laureati in materie umanistiche al classico impasse cui va incontro chiunque cominci ad avvicinarsi al mondo dell’editoria: da un lato, se si è scrittori, richieste di migliaia di euro per una pubblicazione; dall’altro, se si aspira a essere redattori, collaborazioni poco o per nulla retribuite, che sembrano non trovare mai un approdo stabile.

Così, abbiamo concluso che valeva la pena tentare da soli e, dopo anni di rodaggio in cui pubblicavamo per lo più ebook e ci strutturavamo sotto tutti i punti di vista, nel maggio 2016 abbiamo cominciato a pubblicare cartacei, ideando una linea grafica ben riconoscibile e munendoci di una distribuzione nazionaleDirectBOOK. Oggi la redazione è formata da dottori di ricerca in letteratura e professionisti del mondo librario, mentre il catalogo continua a espandersi, consentendoci di partecipare a diverse fiere e organizzare presentazioni presso biblioteche, locali, circoli, associazioni e librerie.

D- Questa domanda mi coinvolge, visto che il 5 maggio prossimo uscirà il libro edito da Prospero. Quali caratteristiche deve avere un manoscritto per attirare la vostra attenzione?

Prospero Editore si occupa di letteratura (intesa come “arte della scrittura”) a tutto tondo, spaziando dalla fiction alla critica letteraria, dal reportage giornalistico, alla diaristica di viaggio.

Durante l’anno facciamo varie tornate di lettura per analizzare le proposte arrivate e la selezione avviene innanzitutto seguendo criteri atti a valutare la qualità degli elaborati. In genere bastano pochi minuti per capire quando uno scritto non è interessante; quando un’opera risulta ben scritta, al contrario, le dedichiamo più tempo, perché i testi verso i quali cerchiamo di orientarci non sono solamente quelli scritti bene, ma soprattutto quelli che lasciano trasparire una consapevole volontà letteraria. L’obiettivo che ci poniamo, dunque, è quello di includere nel nostro catalogo scrittrici e scrittori che siano al contempo dotati di talento e di intelligenza letteraria. Appurato quindi che un testo è di qualità, cerchiamo di sondare il tipo di mercato che potrebbe avere e ci mettiamo in contatto con l’autore.

D- Basta una bella idea per la pubblicazione di un libro? In un paese dove ci sono più scrittori che lettori quali consigli ti senti di dare agli esordienti?

No, naturalmente. Serve anche un pubblico potenziale e la capacità di raggiungerlo e aumentarlo, collaborando con la propria casa editrice. Il lavoro sul proprio libro non finisce, infatti, il giorno della pubblicazione: a quel punto è arrivato a metà. Questa seconda metà del percorso andrebbe affrontata con la consapevolezza che un libro non parla da solo né cammina autonomamente: l’autore resta sempre il primo motore della propria storia, perché è sempre da lui che la casa editrice deve partire per farla circolare. L’autore deve essere, per dir così, responsabile, ovvero non illudersi di diventare Stephen King nel giro di poche settimane (un’illusione che hanno in tanti) o che la propria casa editrice abbia chissà quale bacchetta magica. Visto che hanno un personale ridotto, le piccole realtà editoriali, solitamente, danno a tutti i propri autori le stesse possibilità: qualità del prodotto e rete distributiva, e poi cercano, di “spingere” di più i titoli di autori attivi e collaborativi.

Ringrazio Riccardo Burgazzi per la disponibilità e la chiarezza su alcuni temi di marketing editoriale che converrà prendere in considerazione.

Sono consapevole che non basti scrivere, editare e pubblicare. La vera sfida da accogliere, se mai, è cosa ne sarà del libro dopo la pubblicazione. L’imperativo diretto agli autori, lo avete sentito, è di impegnarsi in prima persona affinché la propria storia voli il più lontano possibile. 

Siete convinti che non basti pubblicare? Quali sono le strategie migliori per vincere la sfida del mercato editoriale?

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16 commenti su ““L’autore è il primo motore della storia” Intervista all’Editore

  1. Bella intervista che ha permesso di conoscere il tuo editore e soprattutto una voce nuova.
    Di Tempo di libri ho sentito parlare anche io molto bene, ma forse come al solito diverse fiere sono state programmate molto ravvicinate tra loro rendendo meno efficace la divulgazione dei libri, questo almeno è ciò che ho letto da chi ammetteva di aver finito il budget da spendere in acquisti.
    Per rispondere invece alla domanda, credo che al giorno d’oggi pubblicare quanto scrivere sia la parte più facile del percorso, indovinare il metodo per posizionarsi bene sul mercato editoriale, penso sia un misto di percentuale di fortuna, di bravura, di capacità adatta al momento sia di quanto scritto che di quanto proposto. Insomma una miscela mica facile da mettere insieme.
    Comunque cara Rosalia, manca circa un mese, immagino sarai in fibrillazione ormai… e non solo tu.

    1. Grazie Nadia, se vogliamo che siano efficaci per autori ed editori, le fiere andrebbero organizzate in tempi completamente diversi, e non in modo ravvicinato come avviene in Italia. La pubblicazione in self è abbastanza agevole, mentre con l’editoria classica o in crowdfunding, come hai fatto tu, non è non poi così semplice 🙂 Ma è vero che dopo è un gran lavoro per tutti. L’editore medio-piccolo non può sostenere l’intera promozione dei suoi autori.
      Sono molto emozionata, mi spaventa un po’ affrontare il fattore x promozione con presentazioni annesse. Chiederò presto aiuto a voi veterane:)

  2. Bella intervista! Penso di andare a Torino e li ritroverò con piacere.
    Ci lasci però con una domandona difficile, Rosalia cara, perché sono sì convinta che non basti pubblicare, in Italia escono 66000 Titoli l’anno è ovvio che molti rimangono nell’ombra, quindi occorre trovare un segmento giusto di mercato dove collocarsi, dove si trovano i lettori, questo con un testo che spicchi e con tanta operazione di marketing per dare visibilità al libro, è chiaro che la maggiore disponibilità economica dei BIG la fa da padrone, ma vedo tanti piccoli-medi con grandi capacità e un buon catalogo per cui mi rivolgo a loro sempre più volentieri.

    1. Grazie Sandra, ricevere i tuoi commenti è sempre un piacere! La fetta di mercato per gli esordienti è piuttosto esigua e conquistarla è un’impresa ardua. Dispiace che tante belle storie come la tua non giungano al grande mercato, ma un passetto alla volta, vedo che ti stai conquistando il tuo spazio e le tue soddisfazioni. Personalmente è quello che mi auguro, vedremo 🙂