“Come una piuma” continua il viaggio

Come una piuma prosegue il suo viaggio!

È argomento  già dibattuto da più parti nel web: dopo la pubblicazione il libro non appartiene più all’autore, segue un cammino del tutto autonomo, persino imprevedibile.

Quello che non ti aspetti, che in qualche modo stupisce, è la reazione dei lettori. Un libro, si dice, per il 60 per cento lo scrivono gli autori, e per il 40 lo fanno i lettori. E quel 40 per cento talvolta spiazza per la sua originalità.

Ma partiamo dall’inizio. Come una piuma, dopo la pubblicazione, ha iniziato a viaggiare nella mia isola arrivando a tanti lettori. Lo attestano i messaggi, le mail e persino le testimonianze dirette.

«Ho letto il tuo libro, complimenti. Non pensavo…» mi sento dire. E non sai se  quel “non pensavo” si riferisce al fatto che scriva o che, forse, lo faccia in modo dignitoso. Il più delle volte rimango interdetta, farfuglio un ringraziamento e poco altro. Tra parentesi:  come rispondere ai complimenti in presa diretta? Anche se fanno piacere, naturalmente, un po’ mi imbarazzano.

Distaccarsi dal libro è stato duro, mentre lo vedo allontanarsi ogni giorno di più, cresce il timore per il suo futuro.

Come una piuma, mi dicononon lascia indifferenti, tratta di anoressia, una tematica seria, complessa, che può scoraggiare. Il problema dei disordini alimentari è sempre più presente nelle famiglie, trovarsi di fronte a una storia come questa fa sentire vulnerabili. Mi viene detto anche, che dopo la titubanza iniziale, si resta sorpresi per come il tema passi in secondo piano rispetto alla storia e ai personaggi. Tanti si identificano, nonostante non abbiano vissuto mai il problema dell’anoressia e ciò lo attribuiscono  al  realismo della trama. La cosa che più incuriosisce i lettori, infatti, è se si tratti di una storia vera.

Riporto un piccolo aneddoto accaduto durante una particolare presentazione a Mar di libri, libreria di Portoferraio. Molti dei presenti avevano  già letto il libro, e ciò ha favorito un dibattito interessante. Il lettore attento è un lettore curioso, non si lascia sfuggire l’occasione di chiedere  all’autore  i retroscena del romanzo. Una signora, dopo aver tergiversato indecisa, interviene: “Ma perché  ha scritto quel finale?”, chiedendolo con un po’ di dispiacere nella voce, sperava che la storia si concludesse in un altro modo.

Un’occasione per riflettere: ha senso criticare le scelte di un autore riguardo alla trama anche se divergono dalla propria sensibilità? Chiunque progetti una storia si preoccupa che sia coerente e coinvolgente, che mantenga un equilibrio di base e che, magari, sia scritta in modo ineccepibile. Accontentare il potenziale lettore a scapito dell’autenticità creativa non credo faccia parte del compito di chi scrive. Che ne pensate?

Luca Carboni e “Come una piuma”

Fuori dalla realtà locale, il cammino di un romanzo d’esordio non è agevole, come sapete. Nel suo piccolo, però, Come una piuma ha già raccolto diversi consensi grazie agli articoli  e alle segnalazioni che trovate qui sotto.

Nadia Banaudi- Svolazzi e scritture

Le volpi che camminano sul ghiaccio di Elena Ferro

Anima di Carta di Maria Teresa Steri

Mirtilla’house di Patricia Moll

Webnauta di Barbara Businaro

Tenews.it

Il Corriere Elbano

Toscanalibri.it

Inoltre segnalo una bella recensione sul sito di Marco Neirotti, giornalista de Il Giornale. Eccone un stralcio:

“Come una piuma,  s’è detto, non vuol insegnare, è un romanzo e da romanzo racconta, eppure ci mette in guardia: sul nostro sbrigativo liquidare gravi problemi con il toccasana della forza di volontà, sui luoghi comuni,  mostrandoci un’anoressia che porta a cercare in cucina (per gli altri e per veder ciò che ci si toglie) una precisione “come quella degli chef”, a calibrare le calorie per non soccombere. Il lettore segue Cecilia dall’adolescenza alla festa dove insieme scoprire i vasi comunicanti – talora otturati, talora liberi e scorrevoli – che fanno dialogare sofferenza e affetto, morte e vita.”

Per concludere questa carrellata dedicata al cammino di  Come una piuma, vi rimando alle 8 recensioni di Amazon

Eccone due:

“Questo libro racconta di un disagio intenso, quello che si scatena come un demone quando si ha a che fare con l’anoressia. Cecilia vive questo disagio nonostante l’amore intorno a lei di un’amica meravigliosa che la mette sempre al primo posto, anche quando è lei che ha bisogno di aiuto e di vita. Una storia bella, divorata in pochi giorni, che descrive bene le sensazioni di inadeguatezza, di malessere profondo che questa malattia scatena. C’è però anche tanta speranza, voglia di vivere e voglia di amore. La scrittura è lineare, a tratti lirica, molto bella, mai banale.Un libro nonostante tutto lieve, come una piuma” dice Giulia.

“Può una frase determinare il destino di una persona? Perché il destino di Cecilia, da lì in poi, subisce una decisa sterzata, e da quella remota e banale cicatrice niente sarà più come prima. Con immagini e parole che scavano in profondità, il lettore è catapultato direttamente nell’anima della protagonista, immedesimandosi totalmente, al punto di soffrire con lei ma anche di partecipare al desiderio di vita che, nonostante tutto, pervade ogni singola parola di questo libro. Questa lettura si è rivelata un’ esperienza unica, capace di arricchire il significato profondo della vita. Un libro da leggere e rileggere. Imperdibile” scrive AvidLector.

Come una piuma è uscito 4 mesi fa, è giovanissimo, ma ha già fatto un bel tratto di strada. Spero che prosegua spedito verso nuovi orizzonti. Un grazie di cuore a chi in qualche modo vi ha contribuito!

Invito chi lo ha letto  a scrivermi, molti lo hanno fatto,  sarò felice di rispondere a tutte le vostre domande e curiosità.

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12 commenti su ““Come una piuma” continua il viaggio

  1. Beh, direi che di soddisfazioni te ne sta dando parecchie il tuo romanzo.
    E come diceva un certo papa “Perchè porre limiti alla Provvidenza?”, quindi speriamo che sia solo l’inizio e che ne arrivino ancora tante altre 😉

  2. Quel “Non pensavo…” secondo me lo riferiscono per la discrepanza tra il titolo (“Come una piuma” invoca la leggerezza) e l’argomento, che è uno di quelli seri, serissimi. Per cui il lettore è spiazzato. Raccontare di anoressia con leggerezza è difficile, leggerne ancora di più. Probabilmente ci si aspetta una storia triste, con dettagli medici, non certo l’entrare in contatto profondo con la cause scatenanti di quella malattia, come una frase scappi di mano e riesca a produrre tanta sofferenza.
    Comunque questo libricino ha il vento in poppa, chissà dove può arrivare ancora! 😉

    1. Chissà, speriamo. L’argomento è tosto e attuale, purtroppo. Parlarne è importante e spero di averlo fatto in un modo lieve, senza giudicare. Ultimamente ho avuto contatti con una giovane anoressica, e il suo racconto lo conferma. Ne parlerò in futuro. Un abbraccio;)

  3. Ero certa che Come una piuma avrebbe avuto un buon percorso in ascesa e sono felice di non essermi sbagliata. Le soddisfazioni migliori arrivano proprio dai lettori e sono impagabili. Il tuo libro non può che far bene a chiunque lo legge, perché apre la mente su un argomento ai più sconosciuto, dunque deve oltrepassare i confini dell’isola d’Elba per portare la testimonianza il più lontano possibile.
    Per quello che riguarda invece la capacità di accettare i complimenti in presa diretta, ti dirò che anche io trovo sia complicatissimo. Eppure fanno un gran bene.
    Chissà dove ti porterà il tuo libro, mi auguro il più lontano possibile. Ancora complimenti, ma si sa dopo tutta la fatica fatta è un meritato premio.

    1. Grazie cara Nadia, l’accoglienza che Come una piuma ha ricevuto nella mia isola mi ha reso felice, non c’è dubbio. D’altra parte ora la sfida è uscire dai confini della realtà locale e trovare una fetta di pubblico a cui interessi l’argomento. Incrocio le dita e cerco di guardare al futuro con positività e speranza, due sentimenti che ho sempre coltivato nella mia vita e che mi hanno hanno portato piccole e grandi soddisfazioni. Vedere nero significa precludersi delle possibilità, senza dimenticare che la negatività fa male alla salute.Ti ringrazio tanto e ti abbraccio

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