“Le affinità affettive” Recensione

Trent’anni dopo la tragedia di Chernobyl, una coppia senza figli ospita una scatenata bimba proveniente da quella località. Con l’arrivo di Natallia, alla quale è impossibile non affezionarsi fino a struggersi al suo ritorno in patria, tutto nella vita di Claudia va a rotoli. In ufficio, il sodalizio con collegafigo è rotto dalla nuova collaboratrice irritante; il negozio dei suoi genitori è in crisi e l’aiuto di una giovane pasticcera senegalese porterà nuovi guai. Intoppi burocratici, un marito nervoso e una famiglia ingombrante completano il terremoto emotivo della protagonista.

Le Affinità affettive, il libro di Sandra Faè,  mi ha divertito, fatto commuovere, riflettere e pensare quasi a corrente alternata. E non è cosa da poco.  Una bella storia deve mettere in moto nel lettore una vasta gamma di esperienze percettive oltre che, secondo me, destabilizzare il suo standard emotivo.

Al serioso provocargli una bella risata, si sa che ridere allunga la vita; al superficiale costringerlo a una riflessione, una ogni giorno funziona come la classica mela; all’entusiasta, ma sì,  fargli sbattere  il suo bel faccione allegro contro un muro, in fondo qualche lacrima rende uomini migliori.

Le Affinità affettive, secondo me, ha proprio questo potere.

Sandra Faè è un’autrice con una voce inconfondibile: ironica e delicata, allegra e malinconica. Sentite un po’:

” Non vogliono che tu soffra” è il motto di chi mi conosce, eppure io non soffro più, non è più necessario attivare il martello pneumatico del “si può vivere felici anche senza figli, la ricerca non deve minare la vostra serenità di coppia, non deve diventare un’ossessione” che mi sono sentita ripetere troppe volte. Ho imparato a capitalizzare tutta la strada fatta da quando mi sono sentita di nuovo bene, come i risparmi messi in banca per affrontare i periodi di vacche magre.

E ancora:

Età, peso e altezza sono sufficienti per partire all’attacco. Ho cominciato a fantasticare su di lei. Il giorno dopo, mentre faccio la spesa al supermercato in pausa pranzo, quasi in trance, mi butto su un cestone colmo di pigiamini per bambini. Li guardo a lungo, cercando di immaginare quale potrebbe piacere a Natallia e, alla fine, ne prendo uno giallo con tanti gattini, perché sulla scheda della piccola c’è scritto che ama gli animali. Mi vengono giù due stupide lacrime per tutti gli acquisti che in questi anni non ho potuto fare, per tutte le volte che mi sono fermata davanti alla vetrina di un negozio per la prima infanzia, tirando poi dritto lungo la mia strada di mamma-mancata con l’anima in subbuglio e la razionalità che tentava di intervenire a sirene spiegate.

Seguo da tempo Sandra nel suo blog, acquistare l’e-book è servito a scoprirla meglio, sicuramente.  Il titolo, però, ha avuto un ruolo determinante,  grazie al ricordo dell’amatissimo romanzo di Goethe divorato un’estate di qualche anno fa.

E nel romanzo della Faè la parola affinità non si trova lì per caso, anzi, credo raggiunga il suo pieno significato. La vicenda ci presenta una vice mamma e  un vice papà molto affini  alla loro vice figlia:  fin dal primo incontro si percepisce che i tre erano nati per incrociare prima o poi i loro destini.

Ma le affinità affettive non finiscono qui: c’è la giovane e avvenente senegalese Virginia che trova nella famiglia di Claudia dei cuori affini pronti  a sostenere  il suo sogno e a  credere in lei.

Persino il Collega-figo, cinico in amore, finisce per trovare il suo riscatto umano grazie alle sensibilissime corde di Claudia.

Le affinità affettive coinvolge perché è una storia basata su sentimenti veri, potenti e persino incoerenti, proprio come nella vita vera, e dove si fa fatica a individuare il confine tra vicenda autobiografica e fiction, tale è la naturalezza che l’autrice usa nel raccontare.

Un libro che ho amato e che ho fatto fatica a lasciare proprio come succede quando una storia mi prende fino in fondo.

Ecco perché, cari lettori, vi consiglio di acquistarlo.  Se lo avete già letto, parliamone!

 

 

 

 

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19 commenti su ““Le affinità affettive” Recensione

  1. Ho amato questo libro dalla prima pagina che ho iniziato a leggere e conosciuto la sua autrice proprio da questa opera, scovando la preziosa capacità di essere leggera e profonda allo stesso tempo.
    Leggendo la tua recensione noto che ha colpito anche te a tutto campo, o abbiamo gli stessi gusti o è palesemente un bel libro che non può che fare innamorare chi lo legge.
    Rinnovo i miei complimenti a Sandra e questa volta anche a te per la bellissima recensione. Natalia muove le corde del cuore e Virginia non è da meno.

    1. Grazie tante, cara Nadia. La particolarità della scrittura di Sandra, di far ridere e piangere insieme non è comune, penso sia una dote che pochi scrittori hanno. Ogni tanto mi fermo a pensare a Natallia, chissà la sua vita che corso avrà preso?

  2. Brividi, cara Rosalia, che recensione precisa e accorata, non posso che dirti grazie, mandarti un abbraccio virtuale e trascriverti il messaggio whatsApp di ieri di Natallia: mi mancate. Questo libro è il mio romanzo della vita, il mio best, spero che non muoia mai, che possa a distanza di 2 anni trovare ancora lettori che si appassionino a Claudia, Virginia e tutti quanti. Ti sono estremamente grata per le tue parole e per aver voluto veicolare il messaggio importante che questa storia porta con sé.

  3. Cara Rosalia, Sandra ha giocato con un titolo famoso colpendo nel segno. Anche questa è una dote, spesso trascurata. Invece trovare un titolo accattivante e coerente con il testo è fondamentale, tanto quanto il contenuto. La maggior parte dei lettori compra un romanzo perché gli è stato segnalato, oppure perché lo ha colpito la copertina oppure, appunto, il titolo.
    Ma qui hai fatto bene a segnalare il tema del romanzo. Sandra racconta una storia d’amore e dolore perché è una storia che sfida le consuetudini e l’idea della donna che la nostra società si è fatta… Complimenti a entrambe

  4. Cara Rosalia, il titolo che ha scelto è molto bello e lei è stata molto intelligente ad utilizzarlo. Non solo attira ed è accattivante, ed è già molto, ma è pertinente con la storia, cosa meno frequente di quanto saremmo disposte a credere.
    Ma qui il tema più interessante tu lo hai sottolineato. Sandra sfida la retorica della donna madre, raccontando l’amore e il dolore con ironia. Complimenti a entrambe

    1. Ciao Elena, rispondo a entrambi i commenti con un doppio grazie! Il titolo di Sandra mi ha colpito subito, ho riscontrato che non si tratta di una forzatura ma corrisponde esattamente alle intenzioni della storia 😉

      1. Scusa Rosalia per il doppione. Avevo scritto il primo commento ma poi non l’avevo visto pubblicato. Così ne ho scritto un altro, e il risultato è il doppione. Comunque il senso è quello 🙂
        Baci

      2. Cara Rosalia, i rapporti tra noi non rispecchino quelli tra i nostri blog 🙂
        Ho scritto due volte il commento precedente e anche questo non so se farà la stessa fine. Detto questo, è ovvio che confermo tutto
        Baci

  5. È stato il primo libro di Sandra che ho letto (ne sono seguiti altri due) e l’ho apprezzato moltissimo, mi sono ritrovata in molte situazioni descritte, ho riso e pianto e mi sono affezionata a tutti i personaggi. Sandra ha una scrittura fluida e sa farti immergere nelle storie che scrive perché ci mette l’anima e questo si sente.

    1. E’ vero Giulia, concordo. La scrittura di Sandra è scorrevole e chiara, il che rappresenta a mio modo di vedere una bella dote. Se scrivere è comunicare, Sandra comunica eccome ^_^

  6. Ho amato questo libro ancora prima che uscisse pubblicato! 😀
    E come Le affinità affettive emoziona su una maternità estiva, altrettanto Figlia dei fiordi, il suo “spin-off” (quanti autori possono vantare addirittura uno spin-off?!) emoziona per una maternità anticipata e un amore un po’ in ritardo. Insomma, a Sandra piace giocare col tempo! 🙂

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