Scrivere un racconto

03-l-arte-della-felicitaIl racconto è un elaborato breve e preciso, rispetto al romanzo ha il pregio di evolversi con un salto rapido e può emozionare fin dalla prima frase.

Il lettore che ama il racconto cerca una storia capace di inchiodarlo da subito e che lo coinvolga fin nel profondo in una sola seduta. Il racconto, se scritto con partecipazione emotiva, può lasciare senza fiato il lettore, dandogli la certezza di aver vissuto un’esperienza unica e irripetibile.

Ecco perché molti scrittori contemporanei preferiscono il racconto breve al romanzo, il quale invece prevede una fatica titanica e non mantiene lo stesso nitido tratto del fratello minore.

Nel racconto tutto si gioca in un contesto di concisione e di accuratezza, le parole devono essere precise e giuste come le pennellate su una tela. La trama, anche molto semplice, ha l’urgenza della completezza in quando non può appoggiarsi su una sottotrama di sfondo. I personaggi, costruiti con realismo e credibilità, sono presentati senza preamboli, magari con un bel dialogo serrato che li precipiti nell’azione. Le descrizioni, invece, ridotte all’osso: non c’è spazio e tempo per esse in un racconto breve. Insomma si tratta di un modo di scrivere che ha le sue peculiarità.

Ma procediamo con ordine.

Perché un racconto?

Attrarre il lettore e coinvolgerlo totalmente è lo scopo principale di uno scrittore, pertanto egli deve mettere in ordine parole appropriate, immagini precise e punteggiatura esatta.

Non c’è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto… (Maupassant)

Con un racconto tutto questo può essere raggiunto e mantenuto con una certa facilità.

Il racconto, specie se realistico, è duttile: riesce nell’impresa di avvicinarsi alla vita;  il lettore, nel leggerlo, non deve rinunciare alla ragione, al buon senso e a ciò che gli suggeriscono le emozioni.

Costruire il racconto

Il primo passo è l’ispirazione, il che è valido per ogni tentativo di mettere su carta qualsiasi pensiero. L’idea può raggiungerci in qualsiasi momento, basta saperla cogliere. Come? Appuntandola su un taccuino, memorizzandola nei ricordi, insomma fermandola in qualche modo. L’idea giusta si riconosce: non dà tregua, t’insegue, bussa alla porta della mente e tu sai che prima o poi dovrai risponderle.

Il secondo momento è dedicato all‘organizzazione della trama. Possiamo disegnare una timeline (linea del tempo) e agganciarci gli avvenimenti uno di seguito all’altro, in modo da tenere tutto sotto controllo. L’ordine dei fatti si può sovvertire; perché, ad esempio non partire con la narrazione dalla fine e giungere a ritroso al momento iniziale? La costruzione della trama deve tener conto di un’introduzione, meglio se breve, in cui si mettano a fuoco ambiente, personaggi ed epoca; prevede poi lo svolgimento dei fatti con la tecnica del climax (vedi qui); infine deve condurre a una conclusione logica e conseguente, oppure imprevedibile  e sorprendente, ottenuta con la tecnica del ribaltamento.

Eseguiti questi passaggi, possiamo mettere mano alla stesura vera e propria del testo, lasciando che i pensieri fluiscano e conducano la mano. Cercare di rimanere entro paletti precisi può essere deleterio al fine dell’originalità e del guizzo creativo. Nello stesso tempo, però, è necessario mantenere la visione d’insieme per non trascurare la coerenza del testo. Molto importante è a questo punto la scelta del narratore; infatti, quando vi accingerete a scrivere, vi si presenterà il fastidioso dubbio amletico: “prima persona o terza?” Prima di decidere, consiglio di approfondire l’argomento qui.

La fase finale è quella della revisione. È un momento molto importante, in cui spesso si deve fare i conti con un senso di inadeguatezza. Il risultato ottenuto può non aver soddisfatto le nostre aspettative, lasciandoci dentro un senso d’incompiuto. A quel punto è meglio intervenire con decisione, tagliando o modificando dei passaggi. Siate spietati come mai nella vostra vita!

Per una buona revisione inoltre dobbiamo mettere in luce anche gli aspetti che talvolta consideriamo trascurabili: niente è trascurabile quando si tratta di revisionare un testo. Un occhio alla punteggiatura e ai segni d’interpunzione; togliere le “d” eufoniche, che infastidiscono, lasciando solo quelle giuste; controllare gli spazi prima e dopo i segni di punteggiatura; controllare apostrofo e accento e tutto ciò che concerne l’ortografia. Capita a tutti di avere dei dubbi, basta ricorrere a un buon dizionario.

Se l’idea c’è e la trama pure, con tanto di personaggi credibili, la fase di stesura risulterà di facile esecuzione. Scrivere un racconto sarà un momento imperdibile di estasi creativa.

Buon lavoro dunque e non dimenticate l’appuntamento di sabato 17!

 

 

731 parole

#scrivere un racconto

 

 

 

 

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Amante della scrittura, ha una sogno nel cassetto: pubblicare

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