Tutte le ragioni di un nome

Amici del web, voi mi conoscete come Rosalia Pucci.  Negli anni, grazie al blog e ai social, ho creato un bel rapporto di condivisione che mi ha fatto crescere rendendomi migliore.

In realtà il mio nome di battesimo è Maura Puccini. Solo recentemente ho deciso di togliere anche l’ultimo velo alla mia identità, dopo un percorso graduale che ha visto la pubblicazione dell’immagine del profilo insieme alla condivisione del percorso legato alla malattia.

Al di là del nome, sono sempre io quella che ha scritto i post, che ha risposto ai vostri commenti e che ha lasciato un’opinione sui blog che seguo. Anzi, il mio vero nome non avrebbe aggiunto niente all’autenticità dei miei sentimenti.

Non solo, sono così grata allo pseudonimo che mi ha accompagnato in questi anni,  che ho deciso di utilizzarlo per firmare il mio romanzo Come una piuma.

Tutte le ragioni di un nome

Lo pseudonimo è nato grazie a un concorso importante:  pena l’esclusione,  non era possibile usare la vera identità. Decisi così di coniare un nome nuovo, rispolverando Rosalia, regalo di battesimo della madrina siciliana,  e accorciando il cognome Puccini al fine di ricreare l’equilibrio metrico di quello vero.

Quando ho fondato il blog, in modo del tutto naturale ho scelto di mantenere lo pseudonimo per lasciare un certo grado di separazione tra la sfera personale e quella virtuale, quasi temessi le insidie del web che, è inutile nasconderlo, ci sono eccome. Successivamente avrei potuto toglierlo e tornare a Maura, dato che grazie al blog ho conosciuto solo belle persone.

Cosa che a quel punto non ho più voluto fare. Inaspettatamente, lo pseudonimo si era appropriato della parte più vera di me, quella, che aveva finalmente riscoperto la creatività.

Sono stata una bambina  timida, attenta a non esternare le proprie emozioni riversandole piuttosto  nel diario e nei racconti. Durante l’adolescenza, per non rimanere schiacciata dall’ipersensibilità, ho tirato fuori molta determinazione che mi ha portato a pretendere il massimo da me stessa (una perfettina, insomma).

La donna  forte che ne era uscita stava sacrificando la parte di sé più vicina al cuore.

Poi c’è stata la malattia con il fardello di dolore ma anche come un regalo inaspettato (prima o poi spiegherò in un post cosa significhi la malattia come dono).

La bambina che ancora avevo dentro ha lottato per fare spazio alle sue passioni, alle sue attitudini e per riscoprire la sensibilità, lasciando da parte i poteri da wonder woman.

Il nome Rosalia Pucci rappresenta in pieno questa rinascita.  È qualcosa di più significativo del semplice pseudonimo, ho sentito il desiderio di mantenerlo, anche se a qualcuno potrebbe sembrare  una mancanza di autenticità: per me racchiude il senso di quello che sono oggi, non posso e non voglio dimenticarlo. Spero comprendiate.

Come una piuma, ripeto, è firmato con lo pseudonimo Rosalia Pucci, ma per rispetto ai familiari e ai conoscenti che leggeranno il libro, ho riportato nella biografia anche il mio  nome di battesimo con cui sono conosciuta nella mia isola.

In anteprima

Il giorno 12 Maggio alle ore 18,30, a Portoferraio nel Palazzo della Gattaia ci sarà la presentazione di Come una piuma. L’evento è organizzato dall’Associazione Diversamente Sani in collaborazione con Elba D’Autore e con il Comune di Portoferraio. Per qualcuno di voi sarebbe l’occasione per conoscere l’Elba, in questo periodo è bellissima, dove potreste trascorrere un weekend di relax  in un mare unico.

Intanto vi chiedo…

Cosa ne pensate della mia scelta di mantenere lo pseudonimo? Qualcuno di voi lo ha fatto?

 

 

 

 

 

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23 commenti su “Tutte le ragioni di un nome

  1. Per le ragioni che ti hanno spinto a prendere una simile decisione dico che nessuno può proprio dire nulla. Se ti hanno fatto stare al sicuro è stata la scelta migliore, soprattutto alla luce di quanto hanno fatto uscire.
    Su quello che ne è invece emerso, posso solo dire che non vedo l’ora mi arrivi il libro perchè la sua autrice si sta rivelando sempre più una persona speciale. E leggerò con molto piacere anche il post in cui proseguirai con le spiegazioni, perché immagino per te sia di nuovo un passo piuttosto importante e significativo. Intanto permettimi un applauso, hai davvero molto da insegnare. Ti auguro un magnifico successo per l’esordio del libro.

    1. Grazie Nadia, sei così cara! Il pensiero che leggerai il mio libro mi emoziona molto, conosco la tua sensibilità e spero che lo apprezzerai. Sento che il tuo augurio viene dal cuore e te ne sono grata, un abbraccio grande 😉

  2. No, però le tue motivazioni mi sembrano più che valide per cui tu sei sia Rosalia che Maura e va benissimo così. Vento in poppa per l’uscita del romanzo ormai imminente.

  3. Grazie Sandra, hai compreso che mi sento sia l’una che l’altra, Non avevo dubbi, come ho detto nel post, grazie al blog ho incontrato proprio delle belle persone come te;)

  4. Comprendo pienamente le tue ragioni.
    Io, come si capisce, uso a mia volta uno pseudonimo, e onestamente quando scrivo e bloggo voglio essere appunto “Ariano Geta”, come se fosse una sorta di identità segreta. In realtà ormai non nascondo quasi nulla di me, c’è persino qualche blogger che mi ha incontrato di persona, però preferisco continuare a essere uno… pseudonimo. Un po’ come “Neo” quando entrava in Matrix 😀

    1. Eh sì Ariano, abbiamo fatto la stessa scelta. Lo pseudonimo, per quanto mi riguarda, rappresenta il mio alter ego creativo. Per te invece?

  5. Ho usato un pseudonimo per qualche tempo anch’io, in seguito, una lunga storia che non ti sto a raccontare,ho tirato fuori nome e cognome, sentivo il bisogno di essere nel mondo e di essere conosciuta per quel che ero e sono,, ho sentito il bisogno di unificare Laridream e Carolina, sebbene sin da bambina partendo dai genitori mi hanno sempre chiamato Carola. E anche Carola è una storia, un aspetto di me, piano piano è emersa anche Carolina, nome a cui non ero abituata a rispondere e, mi suonava tanto strano sentimi chiamare con il mio nome per intero.
    Carolina è la parte bambina, Carola è quella medesima bambina che cresce. Tutto fa parte della storia del mio vissuto e della mia volontà di crescere, imparare e comprendere il mondo e la vita.
    Fai bene ad usare il to pseudonimo, ti ha dato tanto e credo che sia la parte di te che ora come ora ha bisogno di essere presente,totale, riconosciuta.
    Ciao
    Ciao

    1. Ciao carola, benvenuta nel blog! Apprezzo molto la tua testimonianza, e trovo affinità tra i nostri percorsi, anch’io, come ho scritto, sento che Rosalia rappresenta la bambina che è in me.Grazie per l’incoraggiamento!

  6. Devi sentirti a tuo agio e quindi decidere tu come farti chiamare. A volte, per lavoro, per fatti privati, si è costretti a usare uno pseudonimo. Ma anche non fosse una costrizione, la scelta spetta al diretto interessato. Mettiti a tuo agio col nome che ti fa star bene. Ciao!

  7. Cara Maura, ho riflettuto a lungo e scelgo di chiamarti così rispondendo a questo post. Ti ringrazio per essere venuta alla luce, perché immagino che sia stato un percorso lungo e pieno di dubbi. Non ho mai usato uno pseudonimo, perciò non sono in grado di capirne fino in fondo le ragioni, ma so che il web è molto spesso uno spazio in cui sentirsi insicuri e dunque ben venga qualunque cosa che protegge la parte di noi che deve essere protetta.
    La ragione per cui pronuncio Maura è una sola: desidero entrare in contatto con quella bambina che ha lottato per restare attaccata al cuore. Sono interessata a ciò che ho visto affiorare qua e là da quando frequento queste pagine (sempre con molto piacere) e resto in ascolto di quella parte più intima che forse arriverà, o forse no. Ma esiste. E questo per me è una motivazione più che valida per leggere e suggerire il tuo nuovo romanzo. Quello della mia amica Rosalia, la donna che non ha mai smesso di lottare. Perdona il modo diretto

    1. Non ho niente da perdonarti Elena, mi fa piacere che usi con il mio vero nome: è quello usato dai miei figli, da mio marito e dai miei amici. E tu cara Elena, in questo anno sei diventata una cara amica di penna. Grazie per le belle parole, un abbraccio;)

  8. Credo che non ci sia niente di male in una scelta come la tua. Tu sei tu, a prescindere dal nome che scegli di darti. Se per te adottare un nome diverso aveva e ha un significato che ti fa stare bene, ben venga, Personalmente non sono mai stata tentata di usare uno pseudonimo, anche se mi è capitato di scherzarci su quando scrivevo fantasy: forse Grace Turnaround poteva avere più appeal sugli editori di Grazia Gironella? Ma era uno scherzo, appunto. 🙂

    1. Hai un passato da scrittrice fantasy? Bello! Sì, in effetti per quanto riguarda scrittura, blog e social, mi sento a mio agio così, ma chissà, magari un domani potrei cambiare idea e firmarmi con il mio nome di battesimo:)

  9. Immagino proprio che ormai questo pseudonimo ti appartenga pienamente, dopo tanti anni. E devo dire che ti capisco anche bene, cioè capisco cosa possa averti portato alla scelta di creare un alter ego virtuale. Infatti anche io all’inizio ero solo animadicarta (per vari motivi non legati alla rete), poi pian piano mi sono aperta un pochino fino a firmarmi con il mio vero nome. Per certi versi si sente il bisogno di proteggersi dal grande mare di internet. D’altra parte poi quando si pubblica occorre fare una scelta definita per essere in qualche modo riconoscibili. Sai che non avrei mai detto che il tuo fosse uno pseudonimo? Come ti dicevo, per me ormai sei Rosalia, non riuscirò mai a chiamarti Maura ^_^

    1. Cara Maria Teresa, è proprio così. Anche a me Internet spaventava molto, sarà che provengo da una comunità, quella elbana, limitata sì, ma che protegge molto.Negli anni Rosalia Pucci ha preso il sopravvento per quanto riguarda la creatività, e non mi dispiace affatto. Chiamami pure Rosalia, ne sono felice ^_^

  10. Non ho mai usato uno pseudonimo, ho utilizzato un nickname all’epoca delle prime chat e forum, ma di un nickname tutti sanno che è finto, mentre è difficile scoprire uno pseudonimo. E’ una scelta strettamente personale (oddio, a volte anche imposta dal mercato, pensiamo al nome Terence Hill in sostituzione di Mario Girotti negli anni degli Spaghetti western) Ma se tu ti senti Rosalia Pucci (che a me ricorda la cagnolina giocattolo della mia infanzia Poochie 😀 ) non vedo perché non usarlo!

    1. Divertente il riferimento a Poochie 🙂 Sì, di pseudonimi è pieno il mondo artistico e televisivo, pensiamo al povero Pupo. In realtà, la mia scelta non è un vezzo, né dettata dall’esigenza di rendere più appetibile il nome. Se mai è scaturita dall’obbligo di usare uno pseudonimo in un concorso letterario. Da lì, poi c’è stato il percorso di internet e ormai cambiare non ha molto senso. Tanto più, che come ho spiegato nel post, alla lunga lo pseudonimo ha cominciato a rappresentare la parte di me che amo molto in questa “seconda” vita. 😉

  11. Oddio come vorrei venire a Porto Ferraio il 12 maggio! Mi sono innamorata dell’isola d’Elba alcuni anni fa e ti dico un segreto, è uno dei posti in cui mi piacerebbe vivere…
    Ok detto questo, credo che lo pseudonimo sia anche una forma di libertà, parlo per esperienza perché io, per esempio, uso il cognome di mia madre, ho sempre pensato che avrei voluto usarlo se avessi pubblicato ed è stato per me anche un modo di sentirmi più libera di esprimermi.

    1. Giulia, conosci la mia isola! Se organizzi per venire, fammi sapere, sarebbe bello conoscerti. Approvo in pieno, lo pseudonimo regala tutela e libertà di esprimersi senza reticenze. Vivere all’Elba è un sogno alla portata di tutti, ti troveresti bene ti assicuro ^_^

  12. Comprendo le ragioni del tuo aver voluto mantenere lo pseudonimo.
    Però ammetto che il tuo vero nome è davvero molto più bello e attraente.
    Un nome da scrittrice in piena regola.
    Congratulazioni per il traguardo, per l’imminente presentazione e per tutto quello che sono certissima ne conseguirà. Fossi più vicina, verrei senza esitazioni.

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