“Pubblicare? Prima di tutto scrivere un buon libro”

Nel controverso mondo editoriale dal 2013 c’è una bella realtà: Nativi Digitali Edizioni, casa editrice interamente digitale.

Fondata da Marco Frullanti e da Annalia Scarafile, Nativi Digitali Edizioni ha lo scopo di incoraggiare l’esordio di autori meritevoli e di potenziare tutte le forme della comunicazione on line.

A Scrivere la vita c’è Marco Frullanti, al quale chiederò della sua attività di editore digitale con uno sguardo sulle prospettive dell’editoria.

Benvenuto Marco, grazie per la tua disponibilità! Partiamo con una domanda da blogger: tre buone ragioni per credere in Nativi Digitali Edizioni

Grazie a te! Ecco le tre buone ragioni:

– Siamo piccoli, ma appassionati e motivati in tutto quello che facciamo (altrimenti, non ci occuperemmo di editoria indipendente)

– Non siamo editori a pagamento, crediamo in un dialogo onesto, costruttivo e collaborativo con i nostri autori

– A differenza della maggior parte degli altri editori, crediamo in una vera integrazione tra cultura e tecnologia

Sembra che l’editoria classica non abbia né la voglia, né le risorse per investire sugli emergenti. Cosa ne pensi?

In generale, credo che il vizio dell’editoria classica sia il “conservatorismo”: si fa quello che ha funzionato fino a ieri, e se non funziona più si dà sempre la colpa a qualcun altro: i lettori, gli indipendenti, Amazon… C’è pochissima spinta all’innovazione e il mercato ne risente.

Cosa diresti a quegli autori – e sono molti, basta fare un giro su Amazon libri- che pur di pubblicare subito, mettono in giro opere indecenti?

Che pubblicare un libro poteva essere un risultato degno di nota fino a poco fa, oggi non lo è più: lo è invece pubblicare un buon libro! Capisco l’entusiasmo, ma è necessario un approccio critico e costruttivo se si vuole pubblicare, altrimenti tanto vale tenerselo per sé.

La facilità con la quale si può accedere al self- publishing non pensi stia minando in pochi anni la credibilità dei libri conquistata nei secoli?

In realtà credo che un lettore “medio” oggi non conosca nemmeno il mondo del self-publishing, e poi del resto, a essere onesti, di “spazzatura” sono pieni anche gli scaffali delle librerie. Detto questo, ci si auspica più consapevolezza da parte degli autori indipendenti, altrimenti il self-publishing rimarrà un’opportunità sprecata.

Voi puntate su cultura e tecnologia, un binomio che sa di futuro. Quali scenari prevedi?

La tecnologia ormai si sviluppa più velocemente della nostra capacità di adattarsi ad essa: io credo pertanto che, progressivamente, l’editoria digitale punterà a nuovi formati narrativi diversi dal romanzo tradizionale.

Quali sono i generi letterari che vanno per la maggiore e su cui scommettete di più?

Il romance, il fantasy e l’umoristico. A noi piacciono gli esperimenti e le contaminazioni, e in effetti i nostri libri di maggiore successo rientrano in almeno due di questi generi.

Alcuni affermano che il libro cartaceo non scomparirà mai; altri, al contrario, che ha le ore contate. Per quale ipotesi propendi?

Io sono tra quelli che credono che non sparirà mai, o almeno non nei prossimi 30 o anche 50 anni: è troppo radicato nelle nostre abitudini. Detto questo, mi aspetto una progressiva evoluzione del digitale.

Per essere un bravo editore, immagino si debba essere ferrati in economia, in letteratura e…

La comunicazione e il web marketing sono importantissimi e da non sottovalutare! Poi servono molte competenze “tecniche”, di grafica, web-design, impaginazione e amministrazione ad esempio.

Torniamo alle domande da blogger: tre consigli a un aspirante scrittore

– Non trarre ispirazione da un solo autore o libro, ma da più fonti possibili.

– Investire tempo ed energie nello studio del mercato e nella ricerca di un editore (o nessun editore, nel caso del self-publishing) adatto a pubblicare il libro che si è scritto, non il primo che capita e mai a pagamento.

– Non sottovalutare la promozione del libro e la propria visibilità sul web, anche se si pubblica con un editore

Un’ultima domanda. Tra i nostri lettori ci sono molti autori in cerca di editore, cosa devono fare per pubblicare?

Come prima cosa, scrivere un buon libro! Poi, quando si cerca un editore, è utile inviare email personalizzate o comunque rispettare i criteri esposti sul sito. Sicuramente non ha senso inviare email a caso come purtroppo fanno molti, dato che ogni editore ha le sue policy e le sue linee editoriali, è utile guardare che cosa pubblicano e se il proprio romanzo sembra poter adattarsi a quel tipo di catalogo

Grazie per il tempo che hai dedicato a Scrivere la vita

Grazie a te, e ai lettori del blog!

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Amante della scrittura, ha una sogno nel cassetto: pubblicare

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