Immagina di essere uno scrittore… di una Visual Novel

Nativi digitali Edizioni  ha presentato il 23 ottobre la Visual Novel: “The Deadline”, a metà strada tra narrativa e videogioco. Di cosa parla? Di Uno scrittore costretto a riscrivere il suo romanzo in soli otto giorni. Potrà riuscirci solo con il vostro aiuto.

 

Per gli scenari che apre, la novità editoriale  presentata da NDE il 23 ottobre merita senz’altro attenzione. Ho contattato Marco Frullanti, responsabile di NDE,  per avere delucidazioni sull’iniziativa tra le prime in Italia.

Ciao Marco, bentornato! A distanza di cinque mesi dall’ intervista in cui annunciavi delle importanti novità, insieme ai tuoi collaboratori hai dato compimento a un bel progetto: la Visual Novel dal titolo The Deadline. Partiamo dai fondamentali: cos’è una visual novel?

Si tratta di un medium innovativo, negli ultimi anni sempre più popolare in Giappone e ultimamente anche in Occidente, che unisce un testo sequenziale e interattivo a immagini, musiche e animazioni. In sintesi, sta a metà strada tra il videogioco e il romanzo.

The Deadline conferma lo spirito di Nativi Digitali Edizioni che, secondo me,  è molto avanti rispetto alle altre case editrici digitali. Tu, Marco, sei il fondatore e la mente di NDE, Annalisa Scarafile è il braccio. Nel frattempo la casa editrice è cresciuta. Presentaci il tuo staff.

In realtà devo aggiornare la descrizione sul sito, perché Annalia è sempre più spesso anche la mente 😀 A parte ciò, per questo progetto abbiamo realizzato uno spin-off, NDE Visual, che ha visto la collaborazione di Matteo Candita come programmatore, Cristiana Leone come illustratrice e numerosi dei nostri scrittori e collaboratori al lavoro su sceneggiatura e revisione dei testi.

The Deadline sembra un progetto pensato per lettori under 20 cresciuti a pane, tablet e videogiochi, è così?

Esatto. L’idea è di rivolgerci a quella fascia di pubblico, soprattutto under 20 e maschile (ma non necessariamente) che si trova più a suo agio con i videogiochi che con i romanzi tradizionali, ma non è l’unico pubblico di riferimento che abbiamo in mente per “The Deadline”: ci sono ad esempio gli aspiranti scrittori!

Quindi hai pensato anche a noi! Non vedo l’ora di leggerla. Mi sorge un dubbio: soddisfare i gusti dei nativi digitali, così è definita la nuova generazione, sfruttando il  canale preferito, non provocherà un loro distacco definitivo dalla narrativa canonica?

È una domanda lecita, ma molti avevano gli stessi dubbi durante il boom dell’ebook in USA e UK nel 2011-2012, e invece negli ultimi anni è aumentata anche significativamente anche la diffusione del cartaceo, perché il digitale ha abituato (o ri-abituato) alla lettura milioni di persone, cosa che per vari motivi non è successa in Italia. Secondo me, una Visual Novel è molto più vicina alla natura di un romanzo che a un videogioco di quelli che vanno bene giusto come passatempo, tipo Candy Crush, per dirne uno.

La Visual Novel abbraccia ogni forma di comunicazione: iconica, audiovisiva verbale scritta, verbale orale e digitale. Ritieni che il pubblico sia attrezzato adeguatamente per decodificare tanti linguaggi tutti in una volta?

A un livello superficiale, se uno è abituato a vedere film e serie-tv può senz’altro divertirsi con una Visual Novel; è vero che entra in gioco l’interazione, ma nel nostro caso è limitata e non rischia di rendere l’esperienza troppo complessa.

“Immagina di essere uno scrittore che ha appena ultimato il suo primo romanzo: bella vita, eh? Non quando scopri di doverlo riscrivere completamente, e che hai solo otto giorni di tempo per farlo! Impossibile? Non se puoi godere dell’aiuto… dei tuoi stessi personaggi! Ma sarai in grado di accontentare le loro strampalate richieste? “

Questa è la trama della Visual Novel Deadline. Azzardo: rimanda alla staffetta virtuale dalla narrativa classica a quella ibrida?

Senz’altro si può interpretare in questo senso, anche se a dire la verità l’idea alla base di The Deadline è nata un po’ per caso, il tema della scrittura e dell’editoria ci viene particolarmente facile da trattare (anche scherzandoci sopra) visto che lo viviamo ogni giorno.

L’ aspetto che affascina di più di The Deadline è l’interattività: i lettori possono intervenire e influenzare lo sviluppo della trama. Quest’ultimo rappresenta un sogno che si avvera, in fondo quale lettore non vorrebbe cambiare il finale di un libro o modificare una storia a suo piacimento; allo stesso tempo, però, può ridursi a uno strumento di appiattimento culturale. Come fare per evitarlo?

Ottima considerazione; in The Deadline gli elementi interattivi servono a aumentare l’immedesimazione del lettore nel protagonista, permettendogli di influenzare il finale della storia con le sue scelte, mentre la parte centrale invece rimane la stessa a prescindere dalle decisioni del lettore, a differenza di altre Visual Novel. Abbiamo cercato in questo senso di non rendere l’esperienza di “lettura interattiva” troppo disorientante per chi non vi è abituato.

La Visual Novel qui da noi è una novità; in molti paesi, pensiamo al Giappone, invece è un genere consolidato. Pensi che in Italia potrà avere successo?

Chi lo sa, diciamo che il successo che il formato ha avuto altrove lascia presagire che ciò possa succedere. Il fatto stesso che le Visual Novel che hanno avuto successo in Occidente negli ultimi anni siano praticamente tutte in stile “anime” la dice lunga: solo una nicchia di pubblico conosce ancora questo genere, e quindi ci sono grandi potenzialità di crescere.

Se così fosse, si aprirebbero scenari nuovi e nuove competenze, forse la figura dello scrittore solitario potrebbe scomparire e venire affiancato da un team… chissà. Una cosa è certa, NDE non si farà trovare impreparata.

Allora arrivederci alla prossima novità!

Eh già. Grazie per l’interesse, alla prossima!

Vi lascio il link per scaricare la demo che contiene l’introduzione e il primo capitolo:  http://bit.ly/DemoVN.

E voi cosa ne pensate? Conoscete la Visual Novel? Potrebbe avere successo in Italia?

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Amante della scrittura, ha una sogno nel cassetto: pubblicare

8 risposte a Immagina di essere uno scrittore… di una Visual Novel

  1. Avatar for rosalia pucci Nadia scrive:

    Ho scoperto un mondo che non conoscevo e pare interessantissimo. In bocca al lupo e complimenti. Comunque sì, peno potrebbe avere successo nel nostro paese.

    • Avatar for rosalia pucci rosalia pucci scrive:

      Anche per me, Nadia, è una novità. Concordo sul fatto che può essere di grande interesse. Speriamo che i lettori italiani accettino la visual Novel senza farsi condizionare dai pregiudizi:-)

  2. Avatar for rosalia pucci Ariano Geta scrive:

    Io penso di sì. L’interattività sarà sempre più presente nei mass media e anche nella fiction, É una tendenza che per alcuni aspetti mi lascia perplesso, ma si tratta di un fenomeno inevitabile.

    • Avatar for rosalia pucci rosalia pucci scrive:

      Giustissimo Ariano, il digitale ha fagocitato gran parte del nostro tempo e delle nostre occupazioni. La salvezza sta in una convivenza intelligente. La Visual novel mi sembra un Compromesso che lascia il giusto Spazio alla creativita` e alla cultura;-)

  3. Avatar for rosalia pucci Giusy scrive:

    Intervista molto interessante!
    Non conoscevo le Visual Novel, ma questa demo mi ha affascinata tantissimo, soprattutto per l’originalità e la scorrevolezza della trama.
    Ammettiamolo: quale scrittore (o aspirante tale) non vorrebbe trovarsi davanti alla personificazione dei propri personaggi?

    • Avatar for rosalia pucci rosalia pucci scrive:

      Benvenuta Giusy, la demo è fantastica! Neanch’io conoscevo il genere e sono stata felice di approfondire. L’interattività è l’aspetto più affascinante, senza dubbio;-)

  4. Avatar for rosalia pucci Elena scrive:

    Intervista come sempre interessante cara Rosalia. Io lo ammetto sono stata una grande appassionata di videogiochi in cui la storia avesse un’importanza fondamentale. Sono perciò entusiasta all’idea che la visual novel sí diffonda, perché l’interazione a mio avviso è la chiave per avvicinare nuovi lettori…

    • Avatar for rosalia pucci rosalia pucci scrive:

      Grazie Elena, anch’io sono una convinta sostenitrice dell’interazione digitale. Ben venga la visual novel se avvicina alla lettura la fascia recalcitrante degli adolescenti 😉

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