Creatività e ragione

images-2Creatività e ragione… Il titolo del post ricorda uno dei deliziosi romanzi di Jane Austen, la scrittrice amante delle contrapposizioni dell’animo umano. Sembra  riproporre l’antico aut-aut  tra spirito creativo e razionalità, quali fattori umani capaci di escludersi a vicenda. Ebbene, proverò a dimostrare che  creatività e ragione sono due facce  della stessa medaglia.

Nei diversi campi culturali prevale l’opinione che la creatività sia un atto illogico animato da uno spirito ingovernabile dentro di noi, quasi una pulsione irrefrenabile che rasenta la follia.

Per deduzione, cos’altro se non la ragione può  governare le pulsioni e canalizzare la ribelle fantasia?

Nel campo educativo, il dualismo, per quanto  subdolo, diventa  pericoloso: l’individuo creativo è sempre colui che ha il talento artistico ;  si indirizza, invece, colui che mostra un forte raziocinio all’ ambito della scienza, precludendogli di fatto la via dell’arte e creando una separazione che non ha fondamento. Il genio creativo può esprimersi attraverso un’opera artistica, ma anche attraverso un teorema matematico o una scoperta scientifica.

Creatività e ragione: un binomio necessario

Creatività e ragione appartengono entrambe alla sfera cognitiva dell’uomo cioè a quella vasta gamma di esperienze e di sensazioni che lo rendono capace di interagire e comunicare con il mondo.

Creatività: secondo la definizione scientifica, è una capacità potenziale della mente di cogliere i rapporti e le connessioni tra le cose, le parole, le idee e le esperienze, in modo originale e inusuale rispetto al pensiero abituale o tradizionale. Il pensiero creativo mette in atto delle strategie divergenti rispetto a quello logico astratto.

Secondo J.P. Guilford, iniziatore degli studi sull’intelligenza creativa, la creatività sarebbe caratterizzata da 9 fattori principali:

  • particolare sensibilità ai problemi
  • capacità di produrre idee
  • flessibilità di principi
  • originalità nell’ideare
  • capacità di sintesi
  • capacità di analisi
  • capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze
  • ampiezza del settore ideativo
  • capacità di valutazione

Il comportamento razionale ha diversi punti in comune con quello creativo, soprattutto nella capacità di valutazione. Il termine stesso “razionalità” deriva dagli studi di Aristotele sullo studio  del metodo del sillogismo deduttivo. Ripreso dalle scienze economiche, è diventato sinonimo di valutazione dei rischi e dei benefici di una certa operazione. Va da sé che  il comportamento dell’uomo si dice ragionevole quando è volto verso uno scopo preciso e nasce dall’analisi  delle possibili conseguenze.

I pericoli per la creatività

Razionalità e creatività, quindi,  sono un binomio fondamentale, purché le componenti razionali dell’uomo non prevalgano su quelle creative. Quando la ragione  si esprime con l’eccesso di controllo e di pianificazione, può diventare un pericolo per la creatività. Vediamo quali sono le conseguenze e i possibili rimedi:
1 Paura e ansia per non riuscire a controllare – accettare il fallimento, l’incertezza e l’ambiguità come parte integrante dei processi creativi.
2Eccesso di pressione e di adrenalina–  riconoscere, in primo luogo, le propria reazione alla pressione fino a trovare modi equilibrati per gestire tempi ed energie
3 Isolamento e omogeneità – meglio esporsi intenzionalmente a persone, idee, informazioni diverse. Cercare approcci mentali diversi
4 Assenza di motivazione , apatia – sono spesso connesse con atteggiamenti cinici o sarcastici, che vanno identificati e “smontati”. Ritrovare le proprie passioni originarie e a partire da queste ricominciare ad agire
5 Mentalità ristretta, schemi di pensiero ricorrenti e automatici, pregiudizi – metter da parte quello che si presume di sapere. Recuperare una sorta di “innocenza creativa”, mettersi “nei panni di qualcun altro”
6 Pessimismo– lavorare sul linguaggio e sulle definizioni. Incorniciare le esperienze negative. Cambiare sguardo sul mondo.

Conclusioni

Un’ultima considerazione. Alcuni studi hanno stabilito che la creatività, misurata con il test di Torrance, e il quoziente medio d’intelligenza, fino al 1990, crescono di pari passo. Ma da quella data in poi, il fattore creatività decresce in modo rilevante. 

Probabilmente l’ansia e il pessimismo, nonché la paura del domani hanno generato un maggiore bisogno di controllo sulle situazioni, a scapito dell’inventiva e dell’imprevisto. Al contrario è proprio nei momenti di crisi che l’uomo può fare un salto per andare oltre, fino al raggiungimento di traguardi impensabili. Grazie proprio al suo essere creativo. Sentiamo Eintein a questo proposito:

 

Non possiamo far finta che le cose cambieranno se continuiamo a fare le stesse cose. Una crisi può essere una vera benedizione per qualsiasi persona, per qualsiasi nazione, perché tutte le crisi portano progresso. La creatività nasce dall’angoscia proprio come il giorno nasce dalla notte buia. È nella crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera una crisi supera se stesso, restando insuperato.

 

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La gente che piace a me si trova sempre sparsa qua e là; sono dei solitari… solo che si riconoscono non appena si trovano assieme

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