Comunicare in modo efficace con il tuo blog

Ho scoperto Elena Ferro su  Volpi che camminano sul ghiaccio, la sua casa virtuale dove pubblica deliziosi post che hanno per tema la comunicazione e la scrittura, ma anche approfondimenti di attualità e di politica. In solo due anni di blogging ha ottenuto degli ottimi risultati. Non c’è da stupirsi,  Elena mette in pratica le 4 caratteristiche fondamentali della comunicazione  sul blog. Oggi le condividerà con noi, buona lettura!   

GUEST POST DI ELENA FERRO

Da qualche anno a questa parte ho l’impressione che sia in corso una vera e propria delegittimazione dei blog. Molti sostengono che tra gli strumenti di comunicazione disponibile, il blog, ovvero quello spazio web su cui state per esempio leggendo questo articolo, sia ormai in via di estinzione, surclassato da altri social come Facebook, Instagram, Twitter.

L’immediatezza di questi strumenti, la loro brevità, ma anche la caducità degli stessi sembra oggi il modello di comunicazione più appetibile. Siamo nel mondo del “mordi e fuggi” e anche la comunicazione, ovvero il rapporto con le persone, segue certi indirizzi.

A me pare che la possibilità di “esserci” e di “non esserci più” senza alcuno sforzo, introduca un elemento di distinguo con i modelli di comunicazione tradizionali, che prevedono l’assunzione di responsabilità rispetto alle cose che sosteniamo, specie quando esse assumono la forma scritta.

La comunicazione via web a mio avviso ha bisogno di almeno 4 caratteristiche fondamentali:

  • intimità
  • responsabilità
  • contenuti
  • cura

Parliamo di intimità

Se avete scelto un blog come strumento di comunicazione, allora ciò che dovete evitare è l’eccessiva attenzione alla tecnica, le lunghe e prolisse argomentazioni scientifiche, i richiami continui a dati statistici o storici di qualunque tipo.

Essi possono essere accennati o richiamati con un link o una info-grafica, ma a meno che non trattiate un argomento tecnico che richieda approfondimento (ma non è il focus di questo articolo) ciò che dovete evitare è di essere confusi con una testata giornalistica più o meno efficace.

Si possono raccontare tutte le storie che vogliamo, di qualunque natura, semplicemente usando il metro dell’esperienza personale. In poche parole, dite la vostra. La vostra opinione, ma anche il vostro approccio alla questione, il modo con cui ci siete arrivati.

Qualunque tema si presta alla cifra dell’intimità, utilizzatela e avrete stabilito un rapporto personale con i vostri lettori. E’ una delle cose che cerchiamo, quando apriamo il link di un articolo e leggiamo. Sentire la voce di chi scrive.

Intimità significa anche espressione delle proprie emozioni. Tutte, quelle belle e accettabili e anche quelle che lo sono meno. Fanno parte di noi e delle cose che scriviamo su un blog.

E di responsabilità

Sappiamo bene che oggi come oggi cancellare o ritrattare un’opinione sul web è un amen. Questo è un elemento nuovo, che alla scrittura tradizionale non appartiene.

Un’autrice o un autore scrive perché le sue idee, le sue storie, le sue esperienze restino nel tempo, per questo ci mette tanta attenzione. Ma lo fa con altrettanta responsabilità, perché in ogni momento sarà chiamato a risponderne.

Un blog è ciò che più si avvicina a un modello di responsabilità nel comunicare via web. Non perché non si possa cancellare o modificare qualunque cosa sotto il profilo tecnico, ma perché se la comunità funziona, i commenti arrivano e la discussione decolla, allora ciò che viene sostenuto si consolida e sedimenta nelle menti e nei ricordi della comunità intorno al blog. Accade nel bene e nel male, conviene ricordarselo 😉

Chiunque può chiederci conto di ciò che affermiamo. Questo stesso articolo sarà commentato, riconosciuto o criticato, non importa, Io sarò sempre qui a risponderne, qui o sulle Volpi 

Lo devo a chi legge, un articolo o un libro, non fa differenza, non deve farla. Dobbiamo avere coscienza che chiunque abbia un ruolo nel largo mare della comunicazione ha una responsabilità. Prima di cominciare, pensiamo bene a questa questione.

C’è un’altra cosa: la manipolazione dell’informazione e della conoscenza, è sempre dietro l’angolo. Non siate né vittime né carnefici.

L’importanza dei contenuti

Quando abbiamo scelto il nostro medium preferito per comunicare, si tratta di parlare di contenuti, che sono un aspetto altrettanto importante.

Insisto sempre sui contenuti perché a volte ho l’impressione che diamo troppa importanza alla riprova sociale, ovvero a quei numeretti che vediamo comparire sopra le icone dei social. Quanti scrivono passando la vita sul web a cercare gli argomenti che tirano per scrivere di quelli?

Facciamo una facile scommessa sul risultato. Omologarsi ed entrare in quel filone di blogger che si rimpallano i loro argomenti, legittimandosi a vicenda è davvero ciò che desiderate?

Prendetevi cura del blog

Curare è il termine che preferisco quando mi riferisco all’attività di aggiornamento del mio blog, credo che la ragione sia abbastanza chiara.

Preferisco la qualità alla quantità. Sono disponibile persino a cedere sulla periodicità, quello che in rete si chiama calendario editoriale, pur di non imbrigliare la creatività in un rigido programma di pubblicazione.

Lasciare libera la creatività di fluire, ecco come possiamo prenderci cura del nostro blog. Mollare le redini e abbandonarsi all’arte dello scrivere.

Un blog è come una pianticella sul davanzale della nostra finestra più bella. Va annaffiata, ammirata, curata e fertilizzata con costanza, se vogliamo che fiorisca ed emetta il suo inconfondibile profumo.

 

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Info su rosalia pucci

Amante della scrittura, ha una sogno nel cassetto: pubblicare

11 risposte a Comunicare in modo efficace con il tuo blog

  1. Avatar for rosalia pucci
    r
    rosalia pucci scrive:

    Grazie Elena per aver dedicato il tuo tempo a Scrivere la vita. Il post è molto efficace e interessante! Mette in rilievo, tra l’altro, un aspetto sul quale concordo in pieno: la comunicazione del blog si differenzia da quella di una testata giornalistica. Nel bloggig esce fuori il fattore umanità, che tu definisci con un termine bellissimo: “intimità”. Nel giornalismo è bandita per fare spazio all’obiettività. Anche se negli ultimi anni stiamo assistendo a un nuovo tipo di giornalismo, molto narrato e personale. Ma il poter raccontare in modo intimo e, talvolta, senza filtri, richiede anche un forte senso di responsabilità, hai fatto bene a ricordarlo; quello che scriviamo, nel bene e nel male, arriverà a destinazione e le conseguenze sono imprevedibili. Grazie per l’approfondimento, ci sarà molto utile.

  2. Avatar for rosalia pucci
    M
    Marina scrive:

    Mi piace molto questo tuo modo di vedere e vivere l’attività di blogging, Elena, perchè è quella che sposo in pieno. Dico sempre che il blog deve somigliare al suo padrone di casa, non nei contenuti, quanto nella maniera di esporli. I nostri sono quelli che chiamiamo blog letterari, in un certo qual modo, perché amiamo scrivere e leggere e ci piace disquisire su temi a ciò inerenti, ma lo facciamo nello stile comunicativo che meglio ci rappresenta. Il successo di un blog dipende anche da quanto questo risulti evidente. Il tocco di soggettività non deve mancare, risultare didascalici allontana. Io mi prendo cura del mio Taccuino come se fosse la stanza della casa alla quale tengo di più: in ordine e, per quanto possibile, sempre pronta ad accogliere nuovi ospiti. ☺️

    • Avatar for rosalia pucci
      E
      Elena scrive:

      Ciao Marina, mi piace molto l’idea della stanza della casa cui tieni di più. In effetti, specie in questo periodo, è esattamente quello che sento io. Rispetto ad altri momenti di vita del blog, questo è senza dubbio il più profondo. Alla sua “cura” dedico molto più tempo del solito, semplicemente perché mi piace stare in vostra compagnia…
      A proposito: ho fatto un giro sul tuo blog, mi piace il tuo taglio, congratulazioni!

  3. Avatar for rosalia pucci
    r
    rosalia pucci scrive:

    Da padrona di casa del mio ti ringrazio del passaggio e di averci regalato il tuo parere, sempre graditissimo. Lascio la parola a Elena per rispondere 😉

  4. Avatar for rosalia pucci
    N
    Nadia scrive:

    Che bella sorpresa scoprire un guest di Elena e questo blog. Due piccioni con una fava come si suol dire. Non potrei pensare altrimenti di un blog se non del biglietto da visita del suo autore. Mi piace che rispecchi l’anima di chi lo cura, che lo rappresenti intimamente e ne sia l’estensione coraggiosa di pensieri.

    • Avatar for rosalia pucci
      r
      rosalia pucci scrive:

      Ciao Nadia, che bello averti qui! Ne ho parlato nel blog di Elena, in questa casa virtuale a cui teniamo tanto e che rispecchia noi stessi, è bello quando arriva un amico a prendere un caffè e a scambiare due parole. Grazie per il tuo passaggio

      • Avatar for rosalia pucci
        n
        nadia scrive:

        Già proprio bello ampliare le conoscenze e scambiare opinioni, i blog sono un ottima sala da tè. Elena l’ho incontrata su Anima di Carta, tu sei stata la scoperta dal suo blog, insomma come le ciliegie: una tira l’altra.

        • Avatar for rosalia pucci
          r
          rosalia pucci scrive:

          E’ vero Nadia, comunicare tramite blog è come stare in una community, solo molto più aperta e flessibile, dove ognuno ha una stanza tutta per sé;)

  5. Avatar for rosalia pucci
    M
    Maria Teresa Steri scrive:

    Quattro parole che condivido in pieno e che dovremmo sempre tenere presente. Ora come ora il punto che vorrei fare più mio è l’ultimo. Sarà che sto vivendo un periodo di grande stanchezza, ma percepisco la piantina-blog un po’ sofferente, Forse ogni tanto c’è bisogno di capire in che direzione si sta andando e recuperare la libertà creativa di cui parli…

    • Avatar for rosalia pucci
      r
      rosalia pucci scrive:

      Ciao Maria Teresa, grazie per il tuo commento. Sì, il post di Elena prende in considerazione aspetti condivisibili. Diciamo che l’attività del blogging ha un senso se non fagogita tutto il resto e se non danneggia l’attività principale che ci siamo prefissi, cioè scrivere.
      E ora la parola a Elena, se vuole

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