“Primo amore” poesia

perche-continuare-a-scrivere-e-a-leggere-la-p-L-3QumDSVite scolpite su pagine di carta

ingiallita, macchiata,

dal profumo antico di colla,

buono come il pane

che la nonna spalmava di burro e amore.

Chioccia premurosa raccoglieva i suoi pulcini.

Era l’ora della merenda.

Intenta, divoravo pane e pagine incrostate

di zucchero e una dopo l’altra

lacrime salate scendevano,

Beth era morta e io ero stravolta,

briciole attaccate alle guance

fradicie di pianto.

Sergente di ferro, mia madre,

mi spingeva giù dalla nuvola.

Era l’ora di cena.

Un odioso odore di minestra

investiva il mio olfatto distratto

da pensieri di carta e inchiostro:

Jo fiera aveva tagliato i capelli,

unico vanto, come sacrificio d’amore.

Le guardavo come si guarda

la vita da dietro una vetrata.

Mago dai mille incanti, mio padre,

rimboccava coperte e sicurezze.

Era l’ora di dormire.

I miei occhi vagavano febbrili

tra parole dai contorni sbiaditi,

Silenzioso Sonno giungeva improvviso,

Casa March chiudeva le imposte.

Troppe ore da passare per

ritornare a vivere davvero.

Era l’ora di sognare.

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Amante della scrittura, ha una sogno nel cassetto: pubblicare

2 risposte a “Primo amore” poesia

  1. Avatar for rosalia pucci Vlad scrive:

    fluido e musicale, il testo intreccia due emozioni: quella dell’autrice che rivive le prime, emozionanti letture, quella del lettore che sbircia la vita di quella e ne avverte la consistenza attraverso gli odori – di colla, di zucchero, di briciole inumidite di pianto giù fino a quello dell’odiosa minestra – sì da immedesimarvisi e accompagnare volentieri, con spirito paterno, la “piccola” Rosalia fin sotto le coperte.
    Là, la vita che ha consistenza di sogni, si prende una pausa e lascia il campo ai sogni che hanno consistenza di vita.
    Molto bella.

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